La storia dell'isola di Rab PDF Stampa E-mail

RAB o ARBE

120 anni di turismo


Da tanti documenti trovati si può concludere che l’isola di Rab era un punto ‘attrazione per gli scrittori di viaggio e per gli scienziati già dal 1774 e quindi deve il suo sviluppo proprio ai numerosi esploratori dell’isola i quali l’hanno scoperta e promossa a zona turistica importante non soltanto per le sue bellezze naturali eccezionali ma anche per l’ospitalità degli abitanti.

Arbe (in croato Rab, in dalmatico Arba) è un'isola del Carnaro. Capoluogo ne è l'omonima cittadina (554 ab.). La popolazione restante (8.926 ab.) vive nei villaggi che la circondano: Arbe è raggiungibile comodamente via nave dalla terraferma dal paese di Jablanac (Stinica) e nei mesi estivi anche da "Valbisca" sull'isola di Veglia.
Oltre alla città omonima, nell'isola è presente anche il comune di Loparo (Lopar), nonché gli insedimenti, tutti dipendenti dal comune di Arbe, di Palit, Bagnol (Banjol), Barbato (Barbat), Mondaneo (Mundanije), Campora (Kampor) e Valle San Piero (Supetarska Draga).Arbe è soprattutto conosciuta in tutta Europa per la sua vocazione turistica, motivata dalla bellezza delle spiagge e dal fascino del centro storico.
I primi alberghi vi sorsero già nell'800, ma l'inizio dell'attività turistica viene solitamente fatta coincidere con l'inaugurazione, nel 1883, dell'Hotel Imperial, tuttora in funzione. Tra gli ospiti illustri che l'hanno visitata ricordiamo Francesco Ferdinando d'Asburgo, Sigmund Freud, il Principe Alois del Lichtenstein, Edoardo VIII e Wally Simpson. Tra gli Arbesani per diverse ragioni famosi ricordiamo innanzitutto Marcantonio De Dominis (Arbe, 1560 – Roma, 8 settembre 1624), teologo e scienziato, e Marino, scalpellino di Loparo divenuto Santo che, per sfuggire alle persecuzioni di Diocleziano contro i cristiani, dopo aver attraversato l'Adriatico insieme al compagno San Leo, nel 301 fondò la Repubblica di San Marino.


Storia
Nel II secolo a.C. Arbe, isola illirica, viene conquistata dai Romani e sotto Ottaviano Augusto riceve lo status di Municipium.
Dal 493 e fino a metà del secolo successivo Arbe viene invasa dai Goti e passa, nel 544, sotto Bisanzio. Insieme ad altre città costiere di Dalmazia nell'anno 1000 si sottomette, a Venezia durante la visita del doge Pietro II Orseolo.
Dal XII al XV secolo Arbe passa spesso di mano. La dominano i Veneziani, il re croato ungherese Olona, quello ungherese Béla III, poi Ludovico d'Angiò, Ladislao di Napoli ed infine il re croato-ungherese Sigismondo.
Nel 1409 ritornano sotto il dominio veneziano che si manterrà fino al 1815, anno in cui Napoleone la unirà alla Provincia Illirica del Regno d'Italia. Chiusa la parentesi napoleonica, nel 1815 Arbe entra a far parte dell'Impero Austro-Ungarico e dopo la caduta di quest'ultimo viene data in amministrazione provvisoria al Regno d'Italia e poi brevemente annessa alla Reggenza del Carnaro di Gabriele d'Annunzio.
Nel 1921 è annessa al regno dei Serbi, Croati e Sloveni che diviene poi regno di Jugoslavia.
Nel 1941 l'Italia insieme alla Germania nazista invadono la Jugoslavia. È questo uno dei periodi più bui della storia dell'isola. In località Campora viene allestito un campo di concentramento destinato a raccogliere i civili rastrellati nella zona d'occupazione italiana. In otto mesi dei circa 6.500 civili (nella quasi totalità vecchi, donne e bambini) che vi passano, oltre 1.000 trovano la morte per fame e freddo.
All'armistizio dell'8 settembre 1943 gli Sloveni prigionieri del campo ed in grado di portare le armi insorgono e formano un Battaglione Partigiano che cattura e fucila per crimini di guerra il colonnello dei carabinieri Vincenzo Cuiuli, comandante di Presidio e del Campo che aveva nel frattempo tentato il suicidio. Seguono due anni di dominazione ustascia e nazista ed infine, nel 1945, l'Esercito popolare di Liberazione Jugoslavo occupa l'isola che entra a far parte della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia. Seguono le rappresaglie comuniste nei confronti dei vecchi nemici e le sofferenze legate al regime di Tito.
A seguito della Guerra di secessione jugoslava del 1991-1995 Arbe fa oggi parte della Repubbica di Croazia.

Turismo balneare
Il naturalista austriaco Camilo Morgan durante i suoi soggiorni sull’Isola di Rab nel 1889, 1904 e 1909  scrisse: Una decina di baie bellissime sulla parte occidentale dell’isola hanno un colore particolare che a volte diventa color smeraldo. Se le coste italiane e francesi meritano il nome cote d'azur ,a queste bisognerebbe dare il nome  cote smargdine.
L’isola è una destinazione balneare preferita perché la stagione in cui si possono fare i bagni dura da maggio a ottobre, è stracolma di ricche spiagge sabbiose, ricoperte di ciottoli e di ghiaia o di scogli, adatte a qualsiasi età:  famiglie con i bambini, nuotatori esperti e subacquei, diversamente abili e turisti di media e terza età.


Naturismo
Una particolarità di Rab sono gli inizi di naturismo. Nel 1936 il re inglese  Edvard VIII e Lady Walis Simpson navigando sullo yacht Nadin, ancorata davanti al porto di Rab, visitarono il centro storico e in quell’occasione i padri della città gli suggerirono di visitare la penisola di  Frkanj, il che la famiglia reale accettò e per la prima volta fecero il bagno nudi nella baia  di Kandalora.  Questi sono gli inizi di naturismo sulla nostra isola e la baia e la penisola sono diventati il paradiso dei naturisti.
Pero, il naturismo su Arbe esisteva anche prima di questa data. Nell'articolo «Lo smercio della nudita», pubblicato nella rivista economica austriaca «Trend» n.11/83, si nota che la spiaggia naturistica sull'isola di Arbe fu ufficialmente aperta a cavallo del XIX e XX secolo e che c'erano riservati 50 posti letto in alberghi per naturisti. Nello stesso articolo si dice che la prima spiaggia per naturisti su Arbe venne aperta dal presidente dell'associazione internazionale di naturisti di persona, Richard Ehrman di Vienna, nel 1934. Il naturismo su Arbe viene menzionato anche negli scritti del Ceco Josef Herman nel 1907 e del professor Günter nel 1912, che e prova che gli abitanti di Arbe hanno ben presto capito le buone prospettive di questo, a quel tempo, audace movimento.

Goli otok
Il viaggio piu suggestivo riguarda senz'altro Goli Otok, l' Isola Calva, ex bagno penale e definita dai turisti "L'Alcatraz croata". Grazie ad esperte guide, la puntata a Goli Otok permette di conoscere da vicino la sofferta storia di questa piccola isola, in cui sono morti parecchi innocenti la cui unica colpa era di non pensarla allo stesso modo dell' allora dirigenza comunista nell' ex Jugoslavia. Ancora in piedi gli edifici del famigerato penitenziario, dai dormitori alle officine, testimoni del crudele destino che colpiva i reclusi, costretti a sopportare il cocente caldo estivo o la rigida bora invernale. A Goli Otok, dopo la visita nelle carceri, si ha a disposizione un piccolo esercizio alberghiero ed un negozio di souvenirs ed inoltre si puo prendere a noleggio una mountain bike per arrampicarsi sui rilievi dell' isoletta.